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TGR Leonardo – 7 maggio 2012


Il piezonucleare? Grande occasione per la ricerca (Fonte: La Repubblica)

La polemica Carpinteri (Inrim): scetticismi ingenerosi

«SONO dispiaciuto per le cose che sono state scritte, perché attorno alle reazioni piezonucleari c’è grande interesse scientifico in Italia», dice il presidente dell’Inrim Alberto Carpinteri. Il numero uno dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica di Torino ieri ha organizzato un convegno sulle reazioni nucleari causate dalla pressione esercitata sui solidi, che a detta di alcuni potrebbe garantire in futuro la produzione di energia nucleare pulita.

Tesi che, come ha raccontato ieri Repubblica, in parte della comunità scientifica italiana destano scetticismo, tanto che diversi ricercatori dell’Inrim si sono opposti all’idea di misurare (e dunque di legittimare) le reazioni piezonucleari. Ma, dice Carpinteri, «è una ricerca che ho iniziato quattro anni fa al Politecnico e che con spirito molto costruttivo sto portando all’Inrim. Che il tema sia molto importante lo dimostrano i nomi ospitati dal nostro convegno: c’era il gotha dell’ingegneria nucleare italiana, persone di grande spessore scientifico. Certo, siamo solo all’inizio della ricerca, ma siamo fortunati ad avere un argomento così in Italia». E i movimenti attorno al Comitato scientifico dell’Inrim, con esperti di area Pdl e sostenitori del piezonucleare che starebbero tentando di accaparrarsi una poltrona? «Discorsi privi di fondamento», taglia corto Carpinteri. Le manovre del Pdl per creare un centro di ricerca sul piezonucleare in provincia dell’Aquila? «Di questo – dice il presidente dell’Inrim – non so nulla».


Il Giornale del Piemonte – Il nucleare “dei sassi” sentinella-anti sisma


Nucleare pulito a Torino: sperimentata altra faccia della fissione (Fonte: http://torino.ogginotizie.it)

Torino – Nel capoluogo piemontese è stata sperimentata la reazione nucleare che potrebbe, in futuro, portare a produrre energia senza emissione di radiazioni e senza scorie. La giornata di studio, dal titolo “L’atomo inesplorato” è stata ospitata ieri dal Politecnico di Torino e organizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) e dall’associazione Solidarietà e Sviluppo.

L’autore dello studio, il professore Alberto Carpinteri – Ordinario di Scienza delle Costruzioni presso il Politecnico di Torino e Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica – ha spiegato che si tratti di “un campo di ricerca del tutto nuovo, chiamato fissione piezonucleare”. “Stiamo considerando fenomeni nucleari finora considerati ‘clandestini’ e si sta aprendo una nuova fase di ricerca”, ha dichiarato Carpinteri.

E’ un nuovo volto della fissione, quello che si sta studiando, nel quale pacchetti di onde chiamati ”fononi” provocano la separazione di nuclei di elementi leggeri (ossia con un numero atomico pari o inferiore a quello del ferro). Ad esempio, la scissione del ferro può produrre due nuclei di alluminio oppure un nucleo di silicio ed uno di magnesio. I test sono stati condotti per quattro anni su materiali molto diversi, quali marmo, granito, basalto e magnetite e il professore spiega: “Abbiamo osservato che nel corso di questo processo viene liberata energia sotto forma di neutroni”.

I ricercatori hanno rilevato che una volta scissi, i nuclei degli elementi leggeri “emettono neutroni e diffondono onde elettromagnetiche, producendo energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive”. Nell’esperimento presentato a Torino, un campione di pietra di Luserna (tipica del Piemonte), è stata compressa fino al punto di rottura, fino ad emettere una quantità di neutroni 100 volte superiore al fondo naturale.


Un nuovo tipo di fissione nucleare: presentato il test a Torino (Fonte: http://www.blitzquotidiano.it)

ROMA – Pacchetti di onde che colpiscono materiali di tipo diverso generando energia: e’ il nuovo tipo di fissione nucleare presentato oggi nel Politecnico di Torino, nel convegno organizzato organizzato dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) e dall’associazione Solidarieta’ e Sviluppo.

”E’ un campo di ricerca del tutto nuovo, chiamato fissione piezonucleare”, ha detto l’autore dello studio, Alberto Carpinteri, ordinario di Scienza delle costruzioni del Politecnico di Torino e presidente dell’Inrim. ”Stiamo considerando fenomeni nucleari finora considerati ‘clandestini’ e si sta aprendo una nuova fase di ricerca”.

E’ un nuovo volto della fissione, quello che si sta studiando, nel quale pacchetti di onde chiamati ”fononi” provocano la separazione di nuclei di elementi leggeri (ossia con un numero atomico pari o inferiore a quello del ferro). Ad esempio, la scissione del ferro puo’ produrre due nuclei di alluminio oppure un nucleo di silicio ed uno di magnesio.

In quattro anni di ricerche sono stati condotti test su materiali molto diversi, come marmo, granito, basalto e magnetite. ”Abbiamo osservato che nel corso di questo processo viene liberata energia sotto forma di neutroni”, ha proseguito Carpinteri.

Una volta scissi, rilevano i ricercatori, i nuclei degli elementi leggeri ”emettono neutroni e diffondono onde elettromagnetiche, producendo energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive”.

Nell’esperimento presentato oggi a Torino un campione di pietra di Luserna, tipica del Piemonte, e’ stata compressa fino al puto di rottura, fino ad emettere una quantita’ di neutroni 100 volte superiore al fondo naturale.

E’ presto per parlare di eventuali applicazioni, ha detto Carpinteri, ma secondo l’esperto, l’energia potrebbe non essere l’unico banco di prova di questo nuovo campo di ricerca. L’emissione di neutroni legata ai terremoti, per esempio, potrebbe in futuro entrare a far parte dei segnali precursori dei terremoti finora noti. Alla luce dei nuovi dati, infine, potrebbero essere anche rivisti gli attuali modelli del ciclo del carbonio.


Un nuovo tipo di fissione nucleare per produrre energia (Fonte: Cronaca Qui Torino)

Pacchetti di onde che colpiscono materiali di tipo diverso generando energia: è il nuovo tipo di fissione nucleare presentato ieri nel Politecnico di Torino, nel convegno organizzato organizzato dall ‘Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim)e dall’associazione Solidarietàe Sviluppo. «È un campo di ricerca del tutto nuovo, chiamato fissione piezonucleare», ha detto l’autore dello studio, Alberto Carpinteri, ordinario di Scienza delle costruzioni del Politecnico di Torino e presidente dell’Inrim. «Stiamo considerando fenomeni nucleari finora considerati “clandestini” e si sta aprendo una nuova fase di ricerca». È un nuovo volto della fissione, quello che si sta studiando, nel quale pacchetti di onde chiamati «fononi» provocano la separazione di nuclei di elementi leggeri (ossia con un numero atomico pari o inferiore a quello del ferro). Ad esempio, la scissione del ferro può produrre due nuclei di alluminio oppure un nucleo di silicio ed uno di magnesio. In quattro anni di ricerche sono stati condotti test su materiali molto diversi, come marmo, granito, basalto e magnetite. «Abbiamo osservato che nel corso di questo processo viene liberata energia sotto forma di neutroni», ha proseguito Carpinteri. Una volta scissi, rilevano i ricercatori,i nuclei degli elementi leggeri «emettono neutroni e diffondono onde elettromagnetiche, producendo energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive». Nell’esperimento presentato a Torino un campione di pietra di Luserna, tipica del Piemonte, è stata compressa fino al punto di rottura, fino ad emettere una quantità di neutroni 100 volte superiore al fondo naturale. È presto per parlare di eventuali applicazioni, ha detto Carpinteri, ma secondo l’esperto, l’energia potrebbe non essere l’unico banco di prova di questo nuovo campo di ricerca. L’emissione di neutroni legata ai terremoti, per esempio, potrebbe in futuro entrare a far parte dei segnali precursori dei terremoti finora noti. Alla luce dei nuovi dati, infine, potrebbero essere anche rivisti gli attuali modelli del ciclo del carbonio.


Dal Politecnico parte la ricerca sull’energia nucleare pulita (Fonte: La Stampa)

Finanziamenti «L’applicazione industriale delle ricerche – dicono i responsabili del progetto – è ancora lontanissima e finora le ricerche sono andate avanti senza investimenti» Parte da Torino la ricerca sul nucleare pulito e ha un nome che nei prossimi decenni, c’è chi ci scommette all’interno del Politecnico e non solo, è destinato a cambiare il panorama scientifico ed energetico globale: reazione piezonucleare. L’ultima frontiera nello studio della produzione di energia nucleare pulita è stata al centro, ieri, del convegno «L’atomo inesplorato», organizzato in Ateneo dall’associazione Solidarietà e Sviluppo composta da ingegneri e fisici dei più importanti centri di ricerca e aziende italiane. L’argomento è controverso, ma di alto interesse scientifico. Il fenomeno piezonucleare è un procedimento di separazione dei nuclei atomici che riguarda elementi naturali cosiddetti leggeri: il ferro, il magnesio, il calcio, il silicio. «Una sorta di fusione fredda», dicono gli esperti. Anzi, «il caso generale di quel tipo di fusione». Un processo che in natura dura miliardi di anni, mentre «in laboratorio processi simili possono essere riprodotti e la separazione dei nuclei atomici dà risultati sensazionali, primo fra tutti la produzione di energia senza radioattività», dice Alberto Carpinteri, ordinario di Scienza delle costruzioni e presidente dell’Istituto nazionale di ricerche metrologiche (Inrim), da alcuni anni titolare delle innovative ricerche. La dimostrazione pratica delle reazioni è avvenuta di fronte ad un centinaio di esperti italiani e internazionali nei laboratori del Poli. Risultato positivo: «La roccia compressa fino alla rottura ha emesso una quantità di neutroni 100 volte superiore a quelli registrati normalmente nell’ambiente». Ma gli stessi tecnici frenano gli entusiasmi: «L’applicazione industriale delle ricerche è ancora lontanissima e finora le ricerche sono andate avanti senza investimenti». Francesco Mazzuca, presidente di Solidarietà e Sviluppo spiega: «La ricerca deve andare avanti, ma il nucleare tradizionale con le tecnologie di ultima generazione rimane il punto di riferimento». Più vicine sembrano invece le applicazioni teoriche della ricerca sull’atomo pulito: la previsione a breve termine dei terremoti, la spiegazione di processi biologici e della presenza di grosse quantità di carbonio nell’ambiente, indipendenti dall’inquinamento prodotto dall’uomo. Di certo, in prospettiva, gli esiti delle ricerche potrebbero attirare grandi interessi economici. Alcuni partecipanti al convegno hanno letto in quest’ottica le polemiche che hanno preceduto l’incontro, condite dalle parole di anonimi ricercatori che hanno attaccato Carpinteri per le scelte direzionali dell’Inrim: «Questioni infondate che mi sono dispiaciute – ha confessato il professore a margine del convegno – . Un peccato, perché sono argomenti che nulla hanno a che fare con gli esperimenti sui quali meriterebbe invece aprire un serio dibattito».


Nucleare: Torino, sperimentata reazione per produrre energia pulita (Fonte: La Repubblica)


Torino, 4 mag. (Adnkronos) – Sperimentata a Torino la reazione nucleare che potra’ produrre in futuro energia senza emissione di radiazioni e senza scorie. Nel corso della giornata di studio ospitata dal Politecnico di Torino, dal titolo ”L’atomo inesplorato, e’ stata verificata sperimentalmente la presenza delle cosiddette reazioni piezonucleari, una delle ultime frontiere nello studio della produzione di energia nucleare pulita. Durante la prova di laboratorio, infatti, si e’ certificato come questo fenomeno che avviene all’interno del nucleo si verifichi regolarmente in natura. Si tratta di reazioni legate alla fissione, vale a dire alla separazione, dei nuclei di elementi leggeri (con numero atomico pari o inferiore a quello del ferro), che emettono neutroni e diffondono onde elettromagnetiche, producendo energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive. L’esperimento e’ stato effettuato tramite una pressa, al cui interno e’ stato inserito un campione di pietra di Luserna. Il test si e’ avvalso di due rivelatori, per avere la massima certezza possibile circa il risultato ottenuto. Questo tipo di esperienza, oltre a determinare un cambiamento nella composizione chimica della roccia, libera energia. In essa pero’ non c’e’ traccia di radioattivita’, visto che sono utilizzati elementi non radioattivi, e in futuro potra’ essere incanalata e sfruttata per le necessita’ energetiche dell’umanita’. Autore dello studio e’ il professore Alberto Carpinteri, Ordinario di Scienza delle Costruzioni presso il Politecnico di Torino e Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica.

(04 maggio 2012 ore 17.04)


Nucleare: Torino, sperimentata reazione per produrre energia pulita (Fonte: Libero)

Torino, 4 mag. (Adnkronos) – Sperimentata a Torino la reazione nucleare che potrà produrre in futuro energia senza emissione di radiazioni e senza scorie. Nel corso della giornata di studio ospitata dal Politecnico di Torino, dal titolo “L’atomo inesplorato, è stata verificata sperimentalmente la presenza delle cosiddette reazioni piezonucleari, una delle ultime frontiere nello studio della produzione di energia nucleare pulita. Durante la prova di laboratorio, infatti, si è certificato come questo fenomeno che avviene all’interno del nucleo si verifichi regolarmente in natura.

Si tratta di reazioni legate alla fissione, vale a dire alla separazione, dei nuclei di elementi leggeri (con numero atomico pari o inferiore a quello del ferro), che emettono neutroni e diffondono onde elettromagnetiche, producendo energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive. L’esperimento è stato effettuato tramite una pressa, al cui interno è stato inserito un campione di pietra di Luserna. Il test si è avvalso di due rivelatori, per avere la massima certezza possibile circa il risultato ottenuto.

Questo tipo di esperienza, oltre a determinare un cambiamento nella composizione chimica della roccia, libera energia. In essa però non c’è traccia di radioattività, visto che sono utilizzati elementi non radioattivi, e in futuro potrà essere incanalata e sfruttata per le necessità energetiche dell’umanità. Autore dello studio è il professore Alberto Carpinteri, Ordinario di Scienza delle Costruzioni presso il Politecnico di Torino e Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica.


Nucleare pulito a Torino (Fonte: www.ecoditorino.org)

In occasione della giornata di studio “L’atomo inesplorato”, il Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica ha presentato una relazione dedicata alle reazioni piezonucleari, che potrebbero produrre in futuro energia senza emissione di radiazioni e senza scorie

04 / 05 / 2012 – Oggi al Politecnico di Torino durante la conferenza internazionale “L’atomo inesplorato. Il potenziale nascosto della ricerca d’avanguardia sulla tecnologia nucleare”, il Prof. Alberto Carpinteri, Ordinario di Scienza delle Costruzioni presso il Politecnico di Torino e Presidente dell’INRIM, ha presentato uno studio sulle reazioni piezonucleari, una delle ultime frontiere nello studio della produzione di energia nucleare pulita, che trovano applicazione anche in svariati altri ambiti, dalla previsione dei terremoti all’analisi delle condizioni che hanno permesso la vita sulla Terra.

Le reazioni piezonucleari sono legate ai fenomeni di fissione, vale a dire di separazione, dei nuclei di elementi leggeri (con numero atomico pari o inferiore a quello del ferro), e producono energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive. Scoperte grazie all’emissione dei neutroni che generano, sono indotte da onde di pressione, sia nei liquidi che nei solidi. Inoltre la loro presenza è testimoniata anche dalla diffusione di onde elettromagnetiche.

Rilevare questo tipo di reazioni nel sottosuolo può essere indizio di movimenti che potrebbero causare fenomeni sismici e tellurici, prevedibili con un anticipo sino a 10 giorni, ma lo studio trova applicazioni anche nella spiegazione della quantità di carbonio presente nell’atmosfera, utile per valutare il livello di inquinamento, e nell’accelerazione del decadimento delle scorie radioattive. Se naturalmente, infatti, le scorie perdono la loro carica radioattiva, pericolosa per la salute dell’ambiente e dell’uomo, su tempi lunghissimi, milioni di anni, utilizzare ultrasuoni che hanno la stessa frequenza di vibrazione dei nuclei potrebbe accelerarne il decadimento (fenomeno verificato nei laboratori del CNR con un campione di torio). Lo stato attuale delle ricerche permette anche di ipotizzare l’utilizzo di questi elementi leggeri e non radioattivi per la produzione di energia pulita.

Dopo i primi esperimenti sui liquidi condotti presso il CNR di Roma, l’INRIM, insieme con il Politecnico di Torino, ha portato avanti esperienze sui solidi, utilizzando rocce granitiche e basaltiche. Diverse tipologie di rivelatori hanno dimostrato la presenza di emissioni di neutroni, di vari ordini di grandezza superiori all’usuale (circa 10 volte nelle rocce granitiche e, da risultati conseguiti di recente, anche 1.000 volte in quelle basaltiche).

Tali studi hanno permesso anche di rispondere ad alcuni quesiti legati alla nascita della vita sulla Terra. Per esempio, è stato dimostrato come le reazioni piezonucleari avvenute tra 3,8 e 2,5 miliardi di anni fa, nel periodo di maggiore attività delle placche tettoniche, abbiano comportato la scissione degli atomi di alcuni elementi che si sono trasformati in altri più leggeri (come il ferro, numero atomico = 26, che si può dividere simmetricamente in due atomi di alluminio, numero atomico = 13). Diversi tra gli elementi chimici più abbondanti sono stati protagonisti di tale trasformazione, come per esempio una parte del magnesio che si è trasformata in carbonio (numero atomico del carbonio = 6, magnesio = 12) andando a formare le atmosfere dense di biossido di carbonio (CO₂) e di metano (CH4) delle prime ere terrestri, mentre l’eccesso di calcio ha concorso alla formazione degli oceani, per i fenomeni di frattura delle rocce calcaree (il calcio, numero atomico = 20, si sarebbe scisso in due molecole d’acqua, H₂0; ognuna di tali molecole ha infatti un numero complessivo di protoni = 10). Così il cloruro di sodio, il sale più abbondante disciolto nell’acqua dei mari, sembra provenire dalla scissione del nichel (numero atomico = 28, mentre NaCl è composto da Sodio = 11 e Cloro = 17).

A livello biologico le reazioni piezonucleari potrebbero spiegare anche il meccanismo che regola la cosiddetta pompa sodio-potassio, necessaria per il controllo del volume cellulare e per la trasmissione dei segnali elettrici all’interno del corpo umano. In questo caso gli ioni di potassio e di sodio sarebbero soggetti a un passaggio attraverso la membrana, ma si verificherebbe anche una reazione tale per cui il potassio presente all’interno della cellula esce da essa rilasciando un atomo di ossigeno, mentre il sodio entra nella cellula e si trasforma in potassio fondendosi con lo stesso atomo di ossigeno (potassio, numero atomico = 19, sodio = 11, ossigeno = 8).

L’intervento del Prof. Carpinteri ha avuto quindi un duplice obiettivo: evidenziare la presenza di solide prove sperimentali in favore delle reazioni piezonucleari, che potranno essere confermate da ulteriori studi indipendenti, e sostenere la possibilità di applicare queste reazioni in alcuni settori chiave sia della ricerca (geologia e biologia) sia della tecnica (previsione dei terremoti, accelerazione del decadimento delle scorie radioattive e, soprattutto, produzione di energia pulita e a basso costo).

Hidden Potential of the cutting-edge research on nuclear technology

During the last year, many events radically changed the policy of power production: while the cost of energy keeps rising, the current challenges in this field seem quite far from being faced by the present technologies.

Recently, the international scenario has seen a renewed interest for research on innovative technologies for nuclear energy generation.

This new-found attention led to the conception of the International Conference “The Atom Unexplored”, aiming at three main goals: identifying the most promising alternatives to fossil fuel and current nuclear reactors; informing the scientific, institutional and industrial community about the current advancements and future initiatives in the field of innovative nuclear technologies for energy production; fostering the discussion about the relevant workshop topics among the interested stakeholders.

Two issues are addressed in two different sessions: Low Energy Nuclear Reactions and High Energy Nuclear Reactions. The former is focused on the new scientific results currently achieved in the novel field of Piezo Energy and Lattice Assisted Nuclear Reactions, while the latter concerns the deployment and the critical elements of the promising technologies already developed, such as nuclear fusion and new generation reactors.

The scientific contributions from the speakers will help the participants to understand if there is any unexploited potential in both technologies which could open up new opportunities for the future of energy production.

Our conference will be attended by managers and scientists from all over the world and by representatives of the national and European institutions. Panellists and keynote speakers have been drawn from the academical and industrial background to represent a full range of expertise. The official language of the workshop is English. Translations from/into Italian will be provided.